Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella Gazzetta Ufficiale n° 222 del 23 settembre 2005 ha pubblicato il supplemento ordinario n°159 contenente il decreto ministeriale del 14 settembre 2005 Norme Tecniche per le Costruzioni, conosciuto anche col nome di “Testo Unitario”. Il decreto è in vigore dal 23 ottobre 2005. Le Norme Tecniche del DM precedente del 9 gennaio 1996 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio 1996) rimarrà in vigore, insieme alle nuove norme, fino al 31 dicembre 2007. Nel frattempo, il ministero ha istituito una Commissione di Monitoraggio per modificare le nuove norme e per eseguire commentari per spiegarle. Tali norme governano la progettazione, l’esecuzione, il collaudo delle costruzioni civili e definiscono le caratteristiche fondamentali dei materiali per eseguirle. Introducono un grande numero di novità provenienti dalla sintesi delle esperienze maturate in ambito nazionale e internazionale, con il quadro comunitario delle norme sulle opere e sui prodotti. Una delle più significative è il recepimento della Direttiva 89/106/CEE per il calcestruzzo e gli aggregati per confezionarli. Per questi ultimi viene richiesta la marcatura CE con attestazione 2+ (la certificazione deve essere rilasciata da un ente terzo indipendente riconosciuto) e per il primo viene richiesto il controllo di produzione di fabbrica (FPC) ovvero “un controllo interno permanente della produzione al fine di garantire la rispondenza del prodotto ai requisiti dichiarati”. Le certificazioni devono essere rilasciate da parte di un organismo terzo indipendente dotato di documentata esperienza nel controllo del processo produttivo. A conferma e chiarimento delle prescrizioni sopra riportate, si è espresso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel parere n°17 del 10 marzo 2006, in risposta ai quesiti sottoposti da Atecap. Nel testo viene specificato che tutti gli impianti di produzione di calcestruzzo sono interessati al controllo di fabbrica, sia che siano fissi, temporanei o dedicati alla prefabbricazione all’interno di stabilimenti industrializzati. Nel caso che non sia possibile certificare il processo (impianti non industrializzati) diventa obbligatorio prequalificare le miscele in un laboratorio ufficiale.
Sul territorio nazionale sono ancora molti gli impianti di frantumazione e di produzione di calcestruzzo che devono adeguare la propria produzione alle disposizioni della normativa vigente. Netconcrete ha la convinzione di essere in grado di supportare coloro che, avendo intenzione di dotarsi di adeguata certificazione, non hanno ben chiaro cosa fare. Rivolgendosi a Netconcrete è possibile ottenere le prime informazioni e trovare soluzioni adeguate e affidabili. |