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Porte tagliafuoco e tenuta fumi: la procedura di marcatura CE

06/06/2017

1/11/2016 è iniziato il periodo transitorio per la marcatura CE relativa alla norma di prodotto UNI EN 16034 Porte pedonali, industriali, commerciali da garage e finestre apribili – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali - Caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo (periodo transitorio di 36 mesi fino 1 novembre 2019).

Il caso della EN 16034 è particolare perchè stiamo parlando di una norma di Marcatura CE che è possibile apporre esclusivamente a prodotti che hanno già ottenuto la Marcatura CE come elemento di chiusura che copre altri requisiti. Cerchiamo di chiarire la situazione!

Una porta prima di essere una tagliafuoco e/o tagliafumo è un elemento di chiusura che deve essere sicuro nell’impiego, quindi essere marcato CE secondo un'altra norma armonizzata che verifichi le prestazioni di isolamento termico, acustico etc. Una volta ottenuta questa allora si può procedere anche alla marcatura secondo UNI EN 16034.

Le norme di prodotto armonizzate che regolano gli elmenti di chiusura sono:
  • UNI EN 14351-1:2016 Finestre e porte - Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali - Parte 1: Finestre e porte esterne pedonali.
  • UNI EN 13241:2003+A2:2016 Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage - Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali.
Un esempio: nel caso di una porta pedonale esterna la marcatura CE si può apporre in conformità alla UNI EN 14351-1 e se resistenti al fuoco alla UNI EN 16034.

Il caso delle porte interne
Restano fuori da questa disciplina la stragrande maggioranza (circa il 90%) delle porte tagliafuoco: le porte interne. Tali prodotti dovranno continuare a seguire l’attuale regime omologativo, in attesa che venga pubblicata la norma prEN 14351-2 - Finestre e porte – Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali – Parte 2: Porte pedonali interne.

Cosa prevede l'iter di marcatura CE
La marcatura CE prevede che un Ente Notificato effettui la verifica del controllo in fabbrica del sistema di qualità aziendale (FPC) ed prelievo dei campioni (campionamento) da sottoporre a prova (ITT).  
In seguito a questa prima verifica l'Ente Notificato effettuerà anche una visita annuale di sorveglianza presso le sedi produttive con verifiche a campione sui prodotti.
Lo stesso Ente Notificato che si è occupato della verifica emetterà la certificazione e per la commercializzazione del prodotto il fabbricante è tenuto a redarre e una Dichiarazione di Prestazione (DoP) con la quale il fabbricante si impegna commercializzare un prodotto con le prestazioni dichiarate.

Una ulteriore differenza rispetto all'iter di omologazione è che la marcatura CE secondo la norma EN 16034 in aggiunta alla resistenza al fuoco introduce anche le prestazioni di:
  • controllo della dispersione del fumo,
  • durabilità dell’autochiusura
In particolare la tenuta alla dispersione del fumo è una vera novità nell’ambito della prevenzione incendi italiana che sarà destinata a creare una nuova generazione di porte antincendio.
Una nuova tipologia di porte che finalmente andrà a soddisfare le richieste degli operatori del settore che per anni hanno sollecitato provvedimenti di prevenzione incendi che prevedessero l’utilizzo di porte a tenuta al fumo.
Infatti, la tenuta dei fumi nelle fasi iniziali dell’incendio in un compartimento antincendio protetto è fondamentale per garantire la visibilità e vivibilità lungo le vie di fuga, aspetto a cui spesso in passato non è stata data la giusta importanza.

Per riassumenre in breve

La questione della commercializzazione in Italia di elementi di chiusura prevede i seguenti iter:
  • Porte pedonali interne è necessaria l’omologazione ministeriale (DM 21/06/2004).
  • Porte pedonali esterne e Portoni industriali commerciali e da garage ad oggi è possibile utilizzare sia la Dichiarazione di Prestazione (DoP) che l'omologazione ministeriale, dopo 1/11/2019 si potrà usare solo la DoP.
Una situazione normativa che lascia ai fabbricanti ancora la possibilità di continuare a produrre e commercializzare seguendo le norme nazionali, ma allo stesso tempo di cogliere le opportunità che la marcatura offre in termini di sviluppo e apertura di nuovi mercati internazionali per i prodotti sono già in regime transitorio.

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