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Polimeri fibrorinforzati, quali obblighi per il produttore

23/11/2018

Dedichiamo un articolo a fare chiarezza su un prodotto innovativo che non è coperto da marcatura CE, ma che segue comunque un suo iter di qualifica per poter essere utilizzato in cantiere ai fini strutturali. Ci aiuta a fare chiarezza l'esperienza di un laboratorio autorizzato per la certificazione e il controllo dei compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP).

Dal 8 luglio 2016 i produttori di compositi fibrorinforzati hanno l’obbligo di qualificare il loro prodotto  secondo le Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti, linee guida pubblicate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il il 9 luglio 2015.

Le linee guida in questione prendono in considerazione le seguenti tipologie di prodotto: sistemi di rinforzo FRP, realizzati mediante l’impiego di fibre lunghe e continue di vetro, carbonio o aramide, ed immerse in una matrice polimerica termoindurente. 

I sistemi possono essere di due tipi:
  • Preformati: costituiti principalmente da elementi a forma di lastre sottili (lamine o nastri) preparati in stabilimento mediante pultrusione, o altri processi produttivi di comprovata validità tecnologica, e successivamente incollati in cantiere alla membratura da rinforzare con collanti forniti dallo stesso Produttore. 
  • Impregnati in situ: costituiti da fogli o tessuti di fibre uni o multi-direzionali, impregnati direttamente in cantiere con resina polimerica, che può fungere anche da adesivo al substrato interessato dall’intervento di rinforzo.
Responsabilità del Produttore
Oggetto delle linee guida è quello di fornire le indicazioni per qualificare i sistemi e quindi per ottenere il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT) secondo le nuove NTC 2018, per l’identificazione dei sistemi ed infine per l’accettazione in cantiere da parte della Direzione Lavori.

Parlando sempre di Sistemi Preformati/Sistemi Impregnati in situ per ottenere il rilascio del CVT il produttore è tenuto a sottoporre il proprio prodotto a prove iniziali di tipo e prove di qualificazione.
Tali prove per essere riconosciute devono essere effettuate presso un laboratorio autorizzato ai sensi dell’art. 59 del DPR 380/2001, con comprovata esperienza e dotato di strumentazione adeguata per prove su FRP. 

Nello specifico le prove che devono essere condotte sono:
  •    Prove di qualificazione di tipo meccanico 
  •    Prove cicliche di gelo-disgelo 
  •    Prove di invecchiamento artificiale
  •    Prove per l’accertamento della durabilità ambientale.
Una volta eseguite le prove iniziali di tipo i Produttori sono tenuti a predisporre
apposite schede tecniche per ogni prodotto che si intende commercializzare.

Responsabilità del Direttore dei Lavori in cantiere
Il Direttore dei Lavori ha la responsabilità di effettuare i controlli e le verifiche documentali prima di accettare il prodotto in cantiere, il tipo di controlli e e verifiche da svolgere sono in relazione al tipo di prodotto.

Per i Sistemi Preformati/Sistemi Impregnati in situ il DL ha il dovere di:
  • Verificare i Documenti in accompagnamento alle forniture
    Il documento di trasporto deve riportare il codice del CVT e i materiali devono essere marcati secondo il sistema approvato e pubblicato dal Servizio Tecnico Centrale (STC) per garantire il principio di rintracciabilità.
  • Effettuare i controlli di accettazione. Le prove vanno effettuate presso Laboratorio ufficiale o autorizzato (art. 59 del DPR 380/2001).
  • Effettuare i prelievi: suddivisi per tipologia e produttore di FRP. Devono essere fatti n. 3 prelievi per lotto di spedizione e comunque ogni 500 ml o frazione.
Su tali prelievi i laboratorio autorizzato effettuerà Prove di accettazione.
Tale prova verifica che la tensione di rottura ed il modulo elastico rispettino i valori dati dal produttore sulla scheda tecnica o conformi a quelli di cui alla Tabella 4 della LG. 

Istituto Giordano, in qualità di Laboratorio autorizzato (art. 59 del DPR 380/2001) può eseguire tutte le prove richieste per ottenere il CIT (Certificato di idoneità Tecnica).
Per maggiori informazioni è possibile contattare il laboratorio di Scienze delle Costruzioni di Istituto Giordano SpA.

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