In occasione del SAIE 2006 è stata presentata la II edizione di Pavical: Capitolato tecnico e di oneri per la fornitura e l’impiego di calcestruzzo destinato alle pavimentazioni industriali redatto da Conpaviper, l’associazione di categoria delle imprese di pavimenti e rivestimenti industriali.
Pavical segue, in ordine temporale, altri documenti editi con la partecipazione più o meno diretta del Conpaviper, come il Codice di Buona Pratica per i pavimenti in calcestruzzo ad uso industriale, il Codice di Buona Pratica per i pavimenti in resina e la norma UNI 11146:2005 Pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale – Criteri per la progettazione, esecuzione e collaudo.
Il documento ha lo scopo di regolamentare le forniture di calcestruzzo dirette alla realizzazione di pavimenti industriali e di chiarire i ruoli e le responsabilità. Uno degli obiettivi che si prefigge Pavical è quello di migliorare la qualità dei pavimenti industriali, tramite l’utilizzo di un calcestruzzo adeguato che dia determinate garanzie. Un altro obiettivo è quello di diminuire i numerosi contenziosi tra produttore di calcestruzzo e posatore di pavimentazioni industriali, legati all’eccessiva economicità di questi e all’assenza di una progettazione a monte.
Pavical richiede al calcestruzzo numerose prestazioni. Tra queste ricordiamo:
Classe di resistenza non inferiore alla classe C25/30 (Rck 30)
Classe di esposizione ambientale, secondo la norma UNI EN 206-1 e UNI 11104
Rapporto a/cmax = 0,6
Dosaggio minimo di cemento = 300Kg/m3
Classe di consistenza con stesura manuale uno slump di riferimento di 220mm (200 min – 250 max)
Il produttore deve garantire le tempistiche di lavorazione meccanica di finitura (tempi di frattazzabilità), strettamente correlate al tempo di presa e di primo indurimento del calcestruzzo. Il tempo di inizio frattazzabilità deve essere superiore alle 4 ore e il tempo di fine frattazzabilità deve essere inferiore alle 8 ore. La prima condizione sarà vincolante nei periodi estivi, la seconda lo sarà nei periodi invernali, in cui la bassa temperatura tende ad allungare i tempi di indurimento del calcestruzzo, e quindi quelli di lavorazione.
Ritiro a 28gg < 500mm/m secondo le norme UNI 6555 e UNI 7086
Bleeding <0,5l/m2h secondo la norma UNI 7122
Omogeneità: vengono forniti i limiti superiori alle differenze di slump e di trattenuto di 2 prelievi della stessa autobetoniera
Il produttore viene chiamato a rispondere sia della reattività degli aggregati agli alcali del cemento, sia della presenza di contaminanti leggeri incorporati nello strato superficiale del pavimento finito. In particolare, per quello che riguarda la presenza di legno, se questa è modesta (2-3 pezzi per 100 m2), il produttore è autorizzato a ripristinare la pavimentazione puntualmente, altrimenti dovrà concordare col cliente ripristini proporzionali al danno recato.
Il contratto Pavical deve essere siglato tra preconfezionatore e committente o pavimentatore, a seconda di chi acquista il calcestruzzo, richiamandolo nel contratto di fornitura.
Non sono ammesse aggiunte in cantiere (fibre, additivi, acqua, ecc), pena la decadenza di qualsiasi garanzia.
Per diffondere Pavical, Conpaviper sta organizzando un convegno itinerante per l’Italia dedicato ai produttori e posatori, con il patrocinio di Atecap che condivide i principi e le aspettative del progetto a cui ha partecipato attivamente.